Il brivido del noleggio

Luogo di culto per tutti gli appassionati di cinema, i suoi 35.000 titoli ne fanno la videoteca più grande della Svizzera. Un business iniziato quarant’anni fa e che resiste alle sempre più innovative tecniche di diffusione domestica dei film. Me ne parla Fabio Feller, titolare di Les Videos, l’ultimo bastione della cultura “Be kind, rewind” a Zurigo

Dover rimanere confinati in casa e disporre di così tanto tempo per guardare film, potrebbe essere il sogno di ogni cinefilo. Soprattutto se invece di completare filmografie di registi adorati o rivedere i film più amati, ci si ritrova inclini a scoprire autori sconosciuti e geograficamente lontani. Appartenenti a cinematografie altre, tanto complicate da scaricare quanto impossibili da trovare sulle piattaforme di streaming. Ma con cui è possibile imbattersi, semplicemente varcando una soglia fisica. Quella di Les Videos, al civico 37 di Zahringerstrasse, una delle vie più eclettiche del Niederdorf, il centro storico di Zurigo. La sensazione è quella di entrare nella grotta di Alì Babà, dove i film sono sparsi come tanti tesori. Nonostante siano classificati meticolosamente, l’impressione è quella di un’anarchia gioiosa, segno deliziosamente anacronistico di una curiosità in continuo divenire. Un luogo suggestivo dove i DVD non sono considerati solamente dei semplici supporti, che la dematerializzazione contemporanea rischia di rendere obsoleti, ma simboleggiano il risultato di un vero e proprio lavoro editoriale, che richiede conoscenza, cura e audacia. Indubbiamente lontani sono i gloriosi Anni Novanta, quel decennio apertosi con l’assegnazione della Palma d’Oro del 42° Festival di Cannes a Sesso, bugie e videotape, film culto di Steven Soderbergh. Gli anni in cui i film in home video costavano un patrimonio, il digitale terrestre non esisteva e i modem a 56k non permettevano lo streaming. A quei tempi prendere un film a noleggio era la scelta ottimale per conciliare la passione per la settima arte e l’esigenze del risparmio. Oggi, un’eternità digitale più tardi, il mondo del cinema si è completamente trasformato. Parlare adesso di videonoleggio, significa affrontare un tema innegabilmente crepuscolare, diventato suo malgrado uno degli ultimi biotopi culturali che lottano per la sopravvivenza. Ho incontrato Fabio Feller, deus-ex-machina dell’ultima videoteca zurighese e paladino di un’esperienza sempre più anticonformista.

Quando sei arrivato alla guida di questa videoteca?

Ho iniziato a frequentarla come cliente verso la fine degli anni ’90, quando ancora ero studente di storia dell’arte. Mi piaceva noleggiare film e mi piaceva pure la ragazza al bancone. Affascinato dall’ambiente ho domandato se avessero bisogno di un aiutante e nel giro di poche settimane il proprietario Guido Rhyn mi ha proposto di lavorare per Les Videos, che aveva fondato nel 1981 a Oerlikon, quartiere dell’agglomerato zurighese, con un chiosco e uno schedario. Un paio d’anni dopo, stanco degli studi, ho rilevato l’attività con un amico. Così è iniziata l’avventura che vent’anni dopo sta tuttora continuando.

Come hai vissuto il passaggio dal VHS al DVD?

Quando ho iniziato a lavorare qui c’erano solo videocassette VHS. Zurigo già ai quei tempi era considerata una città cosmopolita, per cui oltre alla copia del film in lingua tedesca si offriva anche la versione originale in inglese e la versione doppiata in francese. Col passaggio al DVD è avvenuta una specie di rivoluzione. La tecnologia digitale ha permesso di vedere il film in lingua originale con i più svariati sottotitoli, evitando così di dover acquistare tre differenti versioni audio del medesimo film. Inoltre molti titoli, mai stati o non più disponibili in VHS, vennero pubblicati sul nuovo supporto. Il primo DVD che ebbi tra le mani fu l’horror fantascientifico Cube, d’importazione inglese. Col tempo il VHS cominciò a diventare obsoleto e conseguentemente ci siamo liberati di tutte le videocassette.

I tuoi clienti invece?

Il passaggio al DVD ha modificato anche la clientela. Se le videocassette era più all’appannaggio di ragazzi ventenni, il nuovo supporto ha attirato un pubblico più adulto. Se prima si guardava un film sul televisore del soggiorno, l’avvento dei computer portatili con incorporato lettore DVD, ha permesso una fruizione anche in camera da letto. Il DVD ha inoltre contribuito ad abbattere le barriere linguistiche e sociali, contribuendo ad allargare la platea degli appassionati di cinema.

Sapresti profilare l’avventore tipo di questa videoteca?

È un cliente piuttosto esigente, alla ricerca di titoli che non trova sulle piattaforme legali per lo streaming. Più femminile che maschile, dai quarant’anni in su. Possiamo dividerli in due gruppi distinti. Da un lato c’è il cliente in possesso del nostro abbonamento annuale a un franco al giorno, che ci frequenta regolarmente, gironzola fra gli scaffali e si fa anche consigliare. Dall’altro lato troviamo l’avventore irregolare che entra in negozio e sa già quello che vuole, assumendosi la completa responsabilità di ciò che ha deciso di vedere nelle due ore che si è ritagliato nel suo tempo libero. Qualcuno ancora ci chiede se siamo specializzati in un certo genere di film: no, noi siamo specializzati in film, senza tanti preamboli.

Siete al passo con la tecnologia dei supporti?

No, non la rincorriamo per scelta. Il passaggio significativo è stato ed è rimasto quello dal VHS al DVD. L’arrivo del Blu-ray non è stato poi così fondamentale. Quello che è importante rimane il contenuto, vederlo su DVD o Blu-ray non è per me così significativo, alla fine si tratta del medesimo film, e se non è bello rimane inguardabile a prescindere dal supporto. Ritengo sia più una questione di marketing, finalizzata ad aumentare le vendite di questa tipologia di prodotti. Un po’ come è avvenuto con la gli schermi 4K, il programma televisivo, raramente trasmesso con questa tecnologia, rimane lo stesso.

Oltre al noleggio offrite anche la vendita?

Il noleggio è la nostra principale attività, la vendita è rilegata al 5% circa del volume d’affari. Se qualcuno chi chiede un particolare DVD noi lo ordiniamo e glielo vendiamo. Va comunque detto che i collezionisti di DVD sono sempre meno. Quelli che hanno accumulato centinaia di DVD nel corso degli anni ora cercano di svenderli. È stato un hobby che è durato poco, ci si è presto resi conto dell’impossibilità di stare al passo con tutte le uscite del mercato, anche se limitate a un solo genere, per non parlare dell’impegno economico necessario. Raramente un film si guarda più volte, non è come la musica che fa sempre piacere riascoltare e quindi vale la pena collezionare. Secondo me non ha più senso comprare un film. La mia filosofia è semplice: Les Videos s’incarica di acquistarlo al posto tuo e quando ne hai bisogno uno puoi venire noleggiarlo da noi. Non hai bisogno di tenere in casa tutti i film possibili immaginabili, in questo modo risparmi danaro e spazio. Questa videoteca diventa la tua “cloud” fisica che ti offre una scelta talmente vasta che mai avresti potuto permetterti.

Come si è trasformata l’attività della videoteca con l’arrivo della banda larga, che ha permesso streaming e scaricamento, o l’entrata in scena di Netflix?

Vent’anni fa eravamo l’avanguardia, ora a esserlo è Netflix, Amazon Prime, Disney +, HBO Max e via discorrendo. Paragono queste piattaforme a delle gigantesche onde sulla superficie di un mare che, periodicamente, si succedono l’una alle altre. Noi ci collochiamo invece nelle acque profonde dello stesso mare. Non viviamo più lo “stress” della novità del momento e i tempi in cui si facevano soldi in modo semplice, con pochi titoli di punta che tutti volevano vedere, sono terminati. Del blockbuster di turno teniamo ora due copie al massimo, visto che quel titolo può essere comunque recuperato dallo spettatore scaricandolo o guardandolo direttamente su una piattaforma. Se Netflix è il fast food del cinema, noi ci consideriamo il suo slow food, capace di offrire un prodotto ricercato e originale, vere e proprie delizie per l’intenditore. Grazie a un catalogo ultra ventennale da cui alcun titolo è stato rimosso.

Hai un’idea di come si evolverà in un prossimo futuro questa peculiare attività?

Una volta si facevano i piani quinquennali, ora è difficile addirittura sapere cosa accadrà fra un mese. Secondo lo scrittore Stephen Fry, colui che afferma di sapere cosa succederà nel futuro è un bugiardo o un pazzo. Nessuno sa se fra dieci anni si pubblicheranno ancora DVD oppure i film saranno disponibili esclusivamente online? Da ciò dipenderà questa attività e finché ci saranno DVD noi continueremo a proporli. Dopo la caduta libera che ci ha fatto toccare il fondo, intravedo un barlume di speranza nella risalita accompagnata dal ritorno della clientela stanca di rincorrere la moda del momento.

Un ritorno che curate coi social media?

Quando ci siamo trasformati da società per azioni ad associazione culturale abbiamo rinnovato il nostro sito Internet implementandolo di novità come il motore di ricerca dei film a disposizione nella nostra videoteca; il riscontro è incoraggiante. Siamo su Facebook e Instagram e c’è uno dei nostri collaboratori che se ne occupa, anche non siamo così assidui nel pubblicare post, soprattutto per mancanza di tempo. Diciamo di non essere all’avanguardia in questo settore.

Poi è arrivata la pandemia da coronavirus…

Durante il primo lockdown dello scorso anno abbiamo chiuso come tutti gli altri. Ai clienti in possesso dell’abbonamento annuale abbiamo proposto di ordinare comunque i DVD che avremmo spedito per posta. È un’iniziativa che ha funzionato e che vogliamo continuare, ritenendola utile anche per coloro che a Zurigo non ci abitano o perché impossibilitati a passare dal negozio. Abbiamo approfittato della prima chiusura per ristrutturare il terrazzo dell’edificio che ospita Les Videos, e attrezzarlo per proiezioni di film all’aperto dedicate ai membri della nostra associazione. Le restrizioni meno rigide del secondo lockdown ci hanno permesso di tenere la videoteca aperta al pubblico, ciò è stato possibile grazie al suo status di archivio di film, paragonabile al livello di una biblioteca.

Collaborate con sale e festival cinematografici?

Fino a qualche anno fa eravamo considerati dei concorrenti, c’era questa convinzione che la videoteca portasse via pubblico al cinema. Lentamente ci siamo riavvicinati alle sale cinematografiche indipendenti, come il circuito Art House, lo XENIX e il filmpodium, la cineteca della città. Forse anche a causa dell’avvento delle piattaforme considerate un “nemico” in comune.

Qual è la missione di Les Videos nei “ruggenti anni Venti” del nuovo millennio?

Continuare ad offrire alle persone la possibilità di vedere film. Non solo gli oltre 35’000 che abbiamo in archivio, ma anche titoli che vengono espressamente richiesti dal clienti e che ci incarichiamo di trovare. Continuare a soddisfare la loro esigenza cinefila a 360°. Les Videos è l’indirizzo giusto, per giunta in centro città.

Quali sono i generi cinematografici che prediligi?

Nulla di mainstream. Sono interessato al nuovo cinema ungherese. Mi piacciono i film che mi permettono di vedere cose mai viste prima al cinema. Evito quei film dalla trama prevedibile, che vogliono evocare sensazioni che giochino coi miei sentimenti, che obbligano a reazioni che spontanee non sono.

Un film e una serie TV che consiglieresti al lettore di ZÜRI-swissness.

Due le serie televisive: The Wire, creata da David Simon, e Flight of the Conchords, del duo neozelandese composto da Bret McKenzie e Jemaine Clement. Come film il documentario Eisenfresser, mangiatori d’acciaio, realizzato da Shaheen Dill-Riaz e ambientato a Chittagong, un porto marittimo nel sud del Bangladesh che è diventato il centro di un’industria fiorente nel terzo mondo: la demolizione di navi vecchie e obsolete e la vendita dei rottami metallici.

Les Videos  WEB Instagram Facebook 

Dove Zähringerstrasse 37, 8001 Zürich Quando lunedì-venerdì 11-14 e 16-19, sabato 11-19, domenica 14-19

Immagine di copertina: ritratto di Fabio Feller Tutte le immagini: Fausto Colombo – L’incertain regard

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